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In informatica i sistemi aperti sono quelli che consentono agli sviluppatori di modificarne il codice e di utilizzare il prodotto finito anche a scopi commerciali. Oggi, il più diffuso sistema operativo open source al mondo è Android di Google, installato su 24mila tipi di dispositivi diversi, per un totale di oltre 1300 produttori che hanno scelto questa soluzione.

In sede europea c’è un’importante discussione in corso sul fatto o meno che i sistemi aperti – in particolare proprio Android – consentono più libertà di scelta agli utenti senza ostacolare in maniera scorretta la concorrenza. Se n’è parlato ieri presso la sede dell’Accademia Italiana del Codice di Internet insieme a Gabriella Muscolo di AGCM e Antonio Perrucci di AGCOM, le due autorità che si occupano di regolare nel nostro paese le attività delle aziende tecnologiche come Google, Facebook o Amazon.

Per la Muscolo, commissario dell’autorità Antitrust, il punto di maggior interesse per il dibattito futuro è proprio la definizione di quali siano i mercati rilevanti. Spesso le aziende tech operano in diversi contesti, andando ad incontrare un set di utenti eterogeneo a seconda del servizio o del sottoservizio offerto. Per questo, è bene definire in primis quale è lo spazio di manovra dell’autorità, tenendo conto anche di quelle che sono le differenze di approccio tra gli USA (più focalizzati sul consumatore) e l’Europa (più focalizzata sulla competitività e il mercato) quando si va ad analizzare la case history della regolamentazione internazionale.

Anche Antonio Perrucci, Vice segretario generale AGCOM, pone l’accento sulla necessità di definire bene le cornici regolamentative prima di qualsiasi intervento: mentre infatti ci si può interrogare sull’adeguatezza del caso specifico, resta la domanda di fondo su quale tipo di regolazione si vuole adottare. Tra le varie direttive europee, infatti, secondo Perrucci, mancano delle vere e proprie proposte di sistema, innanzitutto nelle definizioni (es. OTT, piattaforme), che sono diverse e spesso non comparabili. Nel frattempo le spinte nei mercati cambiano, così come i consumi e le strategie di mercato.

Infine, conclude, Perrucci, la definizione più importante di cui hanno bisogno le autorità prima di intervenire è quella di “leveling playing field” e quindi come declinare il principio. La simmetria piuttosto che essere ottenuta al rialzo (replicando gli obblighi delle telco anche per i fornitori di servizi OTT), va cercata con un approccio “verso il basso”, favorendo auto e co-regolamentazione fra i player.

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