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di Jonathan De Sciscio

Si tratta senza ombra di dubbio del fenomeno del momento. L’approdo sugli Store Android e iOS di Pokémon Go si candida a divenire un evento spartiacque non solo nel mondo videoludico, ma anche in quello delle applicazioni mobile grazie all’uso combinato dell’Augmented Reality e del GPS.

È doverosa premessa ricordare che non si tratta della prima volta in cui la tecnologia della realtà aumentata incontra il mondo del gaming. Nel 2012 approdò infatti, prima su Google Play e poi su App Store, Ingress, un gioco multiplayer fantascientifico che sfrutta la “AR” per permettere agli utenti di scegliere una fazione per cui combattere e sfidarsi in giro per il mondo alla ricerca di portali e della cosiddetta “Materia Esotica”.

Ingress è stato creato da Niantic, la stessa società che si è occupata dello sviluppo di Pokémon Go assieme a Nintendo e The Pokémon Company. Ma mentre il primo titolo si fonda su una struttura e su un gameplay complessi che ammiccano ad una fascia di giocatori più ristretta ed esperta, Pokémon Go è un gioco che fa della semplicità e della trasversalità le sue caratteristiche più importanti. Questi due elementi rappresentano, difatti, gli ingredienti principali del suo attuale successo.

Quella di Nintendo non vuole essere una mera “operazione nostalgia” rivolta alle generazioni nate e cresciute a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, ma si tratta di un’operazione in grado di attrarre giocatori di tutte le età e soprattutto anche di chi risulta essere meno avvezzo al mondo del gaming. La novità rappresentata dalla realtà aumentata mixata ad un brand, quello Pokémon, capace di mobilitare ed appassionare milioni di persone in tutto il mondo sin dai suoi esordi nel 1996, non poteva far altro che generare un fenomeno di massa capace di conquistare trend topic su Twitter, prime pagine sulle principali testate giornalistiche di tutto il mondo e, come sempre in questi casi, dividere l’opinione pubblica.

La cosa certa è che ci troviamo di fronte ad un fenomeno di costume che, francamente, in pochi immaginavano potesse avere un impatto sociale di questa portata sin dal giorno del suo lancio in Nuova Zelanda ed Australia.

Qualche numero può essere in grado di mostrare l’effettiva dimensione del fenomeno Pokémon Go. Stando a quanto riportato da una ricerca effettuata da Similar Web, il gioco della Niantic ha superato, per numero di installazioni su Android, l’app di incontri Tinder. Secondo il sito Surveymonkey gli utenti attivi sull’app lunedì 11 luglio, nei soli Stati Uniti sono stati ben 21 milioni, mentre, stando al tasso di crescita, dopo aver sorpassato Twitter, si appresta a raggiungere Snapchat e Google Maps. Secondo sensortower.com, lunedì 11 luglio il tempo medio trascorso su Pokémon Go dagli utenti statunitensi possessori di iPhone è stato di ben 33 minuti, più di Facebook, Twitter, Snapchat e Instagram.

Altri numeri sono quelli che invece vedono il titolo Nintendo volare nella borsa di Tokyo, facendo registrare uno straordinario +93% in sole sette sedute e raddoppiando di fatto il valore delle sue azioni. Ma il fenomeno Pokémon Go fa gola a molti, e molte attività sparse nel mondo hanno deciso di sfruttarlo per portare avanti nuove strategie di marketing facendo leva sulla viralità dell’app.

All’interno del gioco sono presenti infatti i cosiddetti “Pokéstop”, ovvero dei punti di controllo virtuali sparsi per le città, fondamentali ai fini della fruizione del gioco. Questi luoghi richiamano i videogiocatori e, trovandosi spesso nei pressi di attività commerciali, possono rappresentare un’ottima opportunità di marketing. Lo stesso CEO della Niantic ha confermato che presto arriveranno delle vere e proprie “Sponsored Retail Locations”, ed già è possibile compilare un form per richiedere di ottenere un punto di interesse virtuale all’interno della propria attività.

Fa capolino così nel mondo delle app mobile una nuova forma di modello di business, dall’enorme potenzialità e replicabile non esclusivamente nel panorama del gaming.

Pokémon Go ha ribaltato il paradigma che voleva il videgiocatore chiuso in casa davanti la propria console, costringendo di fatto l’utente a dover uscire ed interagire con il mondo esterno per poter progredire all’interno del gioco. Riduttivo parlare di un semplice fuoco di paglia alla luce dei numeri impressionanti e visto che da Tokyo si preannunciano già sviluppi futuri che renderanno ancora più immersiva e completa l’esperienza di gioco.

Nintendo si fa così, per l’ennesima volta nella storia, pioniera nel mondo del gaming (assieme a Niantic, va detto), riuscendo ad integrare perfettamente nuove tecnologie e nuovi modelli di business al brand Pokémon, capace di vendere 275 milioni di copie di videogiochi in tutto il mondo.

Questo weekend ho avuto l’opportunità di far parte del comitato scientifico di Digithon, la maratona di startuppari made in Puglia organizzata da Francesco Boccia. Sul palco delle Segherie Vecchie di Bisceglie, si sono “esibiti” più di 100 ragazzi provenienti da tutta Italia, tutti con un unico obiettivo: riuscire in 7 minuti a convincere gli investitori presenti e la giuria (composta da rappresentanti di aziende italiane e internazionali) a finanziare le fasi successive della loro startup … Leggi di più